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Marche e high-tech, un’opportunità per l’occupazione femminile.

venerdì 7 marzo 2025
Comunicati Stampa

Investire nell’inserimento delle donne nel mondo del lavoro è un’azione necessaria sia dal punto di vista sociale che economico.

L’Italia si conferma all’ultimo posto in Europa per l’occupazione femminile, con un tasso del 56,5%, ben al di sotto della media europea del 70,2% (dati Eurostat).

Al contrario, Paesi come la Germania e la Francia registrano rispettivamente tassi del 77,4% e del 71,7%. Questo dato diventa ancora più preoccupante se consideriamo alcune rilevazioni ISTAT di gennaio, secondo cui il lieve incremento dell’occupazione in Italia riguarda esclusivamente uomini e over 50, lasciando ai margini giovani e donne, che rappresentano la fascia più istruita della forza lavoro.

Nella regione Marche, secondo il report annuale 2024 della Regione, è particolarmente allarmante il calo della presenza di laureate tra le nuove assunzioni.

Tuttavia, un dato interessante emerge nel settore dell’high-tech: le Marche registrano il secondo più alto tasso di occupazione femminile in questo ambito (48,6%), subito dopo la regione ungherese di Nyugat-Dunántúl (50,2%) (dati Eurostat). Questo è un segnale significativo, considerando che, secondo il Future of Jobs Report del World Economic Forum, i ruoli lavorativi in più rapida crescita entro il 2030 saranno guidati dallo sviluppo tecnologico, in particolare dai progressi nell’IA e nella robotica, e dal crescente accesso al digitale.

Il dato indica chiaramente una direzione strategica per gli investimenti, anche attraverso fondi comunitari, per favorire l’occupazione femminile nelle Marche e rendere la regione competitiva rispetto ai trend globali.

Ma c’è di più. In Italia, una donna su cinque lascia il lavoro dopo la maternità, un dato che evidenzia la persistenza di stereotipi di genere che devono essere superati.

Le donne non possono essere costrette a sacrificare la propria carriera per occuparsi esclusivamente del lavoro di cura, privandole della possibilità di essere protagoniste nel mondo del lavoro.

Proprio rispondendo a questa esigenza, ovvero creando servizi dedicati alla cura di bambini e anziani (le cosiddette politiche di conciliazione), si potrebbero attivare meccanismi economici capaci non solo di ridurre il gap occupazionale, ma anche di generare crescita economica e PIL.

Le politiche europee da anni investono nell’estensione e nell’accessibilità economica dei servizi per la prima infanzia. Valorizzare questi strumenti potrebbe rappresentare una leva fondamentale per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea e ridurre i divari territoriali all’interno del Paese. Investire nell’occupazione femminile, soprattutto nei settori più innovativi, non è solo una questione di equità, ma una strategia fondamentale per la crescita economica e la competitività del Paese.

Il caso delle Marche dimostra che esistono opportunità concrete, ma senza politiche mirate e un forte impegno per valorizzare il capitale umano femminile, il rischio è quello di disperdere talenti e rallentare lo sviluppo.

È tempo di trasformare questi segnali in un vero cambiamento strutturale, affinché l’innovazione tecnologica diventi un volano di inclusione e progresso per tutti.

Paolucci Agnese Responsabile Pari Opportunità - Base Popolare Marche